Lara Steffe

Lara Steffe vive a Moena, insegna al Liceo Artistico di Pozza di Fassa. Non si deve per questo credere che il suo panorama culturale e artistico sia stato e sia da inscriversi esclusivamente entro la valle di Fassa, al contrario. Molto intensi sono stati per lei gli anni trascorsi a Milano, dove si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera, impegnandosi soprattutto nell’incisione ad acquaforte, acquatinta e puntasecca. Ha poi trascorso anni difficili, di crisi profonda, che l’hanno portata addirittura ad abbandonare l’attività creativa ma ne è positivamente uscita.

Dalla Finlandia all’Egitto, dalla Svizzera e dall’Europa al Sud America, da anni Lara viene sistematicamente invitata a simposi internazionali di scultura: sia in pietra, ghiaccio e neve sia in legno, meglio se cirmolo o tiglio. E lei vi partecipa molto volentieri: sempre alla ricerca, privilegia al massimo queste formidabili occasioni di incontri e di scambio di esperienze(…)

 (scritto di PIETRO MARSILLI estratto dal catalogo “LUCI E OMBRE DEL LEGNO…una mostra che viaggia” 2018)

www.larasteffe.it
+39 338 1446720

(…)Misteri non rivelati dell’universo femminile si svelano a chi guarda le opere di Lara Steffe, artista che sceglie la scultura come arte più adeguata a dare voce al suo pensiero.

Impossibile non percepire l’eleganza e l’armonia con cui le sue opere si collocano nello spazio. Donne sembrano danzare seguendo la direzione del vento, altre, più composte, rivolgono lo sguardo altrove.Ognuna di esse trasmette un messaggio e così prende forma tutto ciò che la parola non dice, mentre permane l’attenzione per  il particolare e la finitura.

La linea ondulata definisce contorni sinuosi e profili ascensionali che smaterializzano le masse e conferiscono armonia all’insieme.La foglia d’oro conferisce preziosità ad alcuni particolari che hanno lo scopo non tanto di rendere simile al reale il soggetto, quanto di nobilitarlo.

E’ evidente l’intento narrativo che racconta di un universo femminile monito a guardare oltre la superficie delle persone. Così esso prende forma nelle sculture e si configura come una sorta di diario, sulle cui pagine sono scritti degli appunti. Potremmo affermare che ciascun lavoro è una metafora che ci aiuta a cogliere somiglianze inattese con il reale. E non è un caso se l’artista pensa anche ad un titolo che non è elemento secondario ma, al contrario, contribuisce a completare il significato(…)

(presentazione di SILVANA COMELLI)

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