Silvia Klainscek

Silvia Klainscek è nata nel 1969 a Gorizia, città dove vive e lavora. Dopo aver concluso gli studi all’Istituto d’Arte di Gorizia, nel 1993 si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Espone con regolarità in mostre personali e collettive. Affianca all’attività artistica quella di grafica editoriale.

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Germinazione.
Un mio dipinto nasce e cresce come una pianta. Inizia da un punto e germoglia. Una forma sboccia da quella precedente ed è l’origine della successiva. Come in una sorta di scrittura automatica, vedo la fioritura davanti ai miei occhi, ne sono l’artefice ma nello stesso tempo la spettatrice.
Costrizione.
Mascherine ritagliate che determinano le forme a priori, reticoli che costituiscono l’ossatura della composizione, tavolozza ridotta a poche tinte e poche differenze tonali: è l’alfabeto della mia pittura. Tanto più esso è limitato, tanto più è la potenziale sorgente di infinite creazioni, proprio come i pochi fonemi di ciascuna lingua che, combinandosi insieme, danno luogo alle parole, e le parole, una vicino all’altra, raccontano tutte le storie possibili.
Mondo organico.
Corpi, cellule, vegetali, invertebrati, microrganismi, amebe, pesci e uccelli allo stato embrionale: sono queste le forme che abitano il mio immaginario. Sono affascinata dagli astri quanto dai microrganismi e soprattutto dal fatto che le forme degli uni e degli altri sono simili e segnano la continuità tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo.
Ornamento.
L’ornamento non è un vezzo fine a se stesso, è il modo per rendere universale l’esperienza visiva. È un linguaggio simbolico, un’astrazione. Non descrive, non racconta, non illustra, ma evoca, suggerisce, armonizza. L’ornamento accompagna lo sguardo con mano leggera sopra e dentro il dipinto.
Cerchi e punti.
Circoli di varie dimensioni occupano le superfici accostandosi tra loro, o nascono uno dall’altro seguendo infiniti movimenti circolari, come orbite di astri che disegnano imperturbabili il loro moto. Il cerchio, sintesi di tutte le forme, contiene in sé movimenti opposti: la forza centifuga che proietta la composizione verso l’esterno, e la forza centripeta che la concentra al suo interno. È la vita che esplode e si ritrae, che fugge e ritorna; il ciclo creativo che genera e si rigenera, partendo dal centro e tornando nello stesso centro, cuore che pulsa senza fine.
Pittogrammi.
Tra le forme geometriche compaiono piccole figure: organizzano la struttura del dipinto e nello stesso tempo narrano una storia. Prese dal mondo naturale e artificiale ne sottolineano le armonie e i contrasti, sono trattate come segni o pittogrammi che non descrivono la realtà ma la simboleggiano e incastrandosi tra loro disegnano texture.

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